Psicologo, Psicoterapeuta cognitivo comportamentale
Come comportarsi con un cocainomane
Buongiorno. Il mio compagno che ha poco più di quaranta anni fa uso di cocaina. Quando ci siamo conosciuti mi aveva fatto vedere degli esami del sangue puliti dicendo che lui non faceva uso di sostanze ma si è esibito Ben Bene poco dopo sparendo dalla sera alla mattina. E così sono passati due anni dove una volta al mese di media succede questo. Anche se abbiamo appuntamenti più o meno importanti, nulla lui sparisce. Io non ho mai saputo realmente dove vada e con chi. Lui ha sempre detto al parco, sulla panchina, da solo. Inizialmente si scusava. Ora è lui che fa l'arrabbiato di conseguenza alle mie urla ovviamente. Gli ho detto di andarsene di casa, c'è anche una bambina a cui lui fa da padre, e la sua risposta è sempre menefreghista, che si se ne va senza problemi, che ha sbagliato a vivere qua etc. Io non avendo certezze di cosa fa è con chi chiaramente penso anche che abbia un altra, ma per certo si fa di coca, si vede subito in faccia, molto volte nega pure l'evidenza, cioè l ho trovato pure in bagno è negava l evidenza. Ma come si fa ad aiutare una persona che poi alla fine diventa cattiva nei tuoi confronti e falso e bugiardo. Premetto che non abbiamo nessun altro problema, la nostro relazione è bellissima, il sesso è molto frequente e passionale, siamo in perfetta sintonia è non discutiamo quasi mai. Solo ed esclusivamente quando sparisce e si fa
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL