Dott.ssa Michela Turri

Dott.ssa Michela Turri

Psicologa, Psicoterapeuta

Bambino di 8 anni

Salve,

ho 3 figli , la prima ha 12 anni, il secondo ha 8 anni e la terza ha 6 anni.

Scrivo per mio figlio l'unico maschio che ho, che mi crea una costante ansia in tutto quello che dice o fà, sicuramente non sono fatta per educare un figlio maschio e credo che sia una punizione perché non volevo un maschio perché in cuor mio sapevo che sarei stata incapace di crescerlo. Ma comincio dall'inizio gravidanza pessima, parto pessimo è nato di 41 settimane per parto indotto, che si è trasformato in Cesario di urgenza, la notte di Pasqua.

Non dormiva mai..era perennemente attaccato al seno, si è staccato dal seno a 14 mesi; mi sembrava iperattivo. Non dormiva, non parlava, lo guardavo crescere con la preoccupazione che avesse avuto qualche problema durante il parto.

A 2 anni l'ho iscritto alla classe primavera, ha fatto 4 anni di asilo, solo questo anno il 2 di scuola elementare grazie all'uso di gommine per matite e penne è riuscito ad impugnare correttamente la penna, le insegnanti dicono che è perennemente distratto, lento, ancora non pronuncia bene alcune parole, ma se viene stressato iniziano i tic nervosi, sono incapace di crescerlo lo vedo fragile, i compagni lo prendono in giro, io non so cosa fare.

Buon giorno,

è difficile avere un quadro completo con quello che ho letto ma cercherò di risponderle. 

Sono una psicoterapeuta dell'età evolutiva, in genere è utile capire le varie tappe di crescita da quando ha iniziato a camminare a controllare la cacca non usando il pannolino, il sonno. Il fatto che abbia iniziato a parlare tardi non è indice di compromissione cognitiva anche se normalmente verso i 12-14 mesi iniziano le prime paroline. Ma sono molti i bambini che arrivano a parlare mesi dopo.

le difficoltà con il sonno possono avere una componente relazionale nel rapporto del bambino con il suo ambiente e anche la difficoltà a staccarsi.

il fatto che fosse molto preoccupata per il fatto che fosse un maschio andrebbe indagato, perché può essere che abbia inciso nella relazione con suo figlio, capita, il mestiere del genitore è il più difficile quindi non si colpevolizzi.

Le consiglierei di contattare un terapeuta dell'età evolutiva o un centro territoriale di neuropsichiatria infantile e dell'età evolutiva( non si faccia impressionare dal nome è solo un centro dove vedono i bambini dai 0-17 anni con colloqui e qualche test per evidenziare compromissioni-problematiche di ogni tipo)

il fatto che possa essere fragile e lei lo vede tale e la sua preoccupazione nei suoi riguardi possono essere meglio indagate con uno psicoterapeuta.

Non carichi il bambino di eccessive preoccupazioni e pensi che possa semplicemente essere in difficoltà ed un percorso con un terapeuta possa aiutarlo a  costruire una buona relazione e supportare anche lei e aiutarla nel rapporto con suo figlio. Vedrà che le cose miglioreranno, c'è tutto lo spazio per affrontare le cose.

Intanto la saluto